Sono grato a Mons. Aristide Pirovano perché mi diede l' opportunità di realizzare un sogno che mi portavo dietro fin da bambino: avere una esperienza in missione. Esattamente non sapevo ciò che voleva dire, cosa avrei fatto, come mi sarei reso utile, ma per una coincidenza là a Marituba, luogo sperduto in mezzo al verde alla porte dell'Amazzonia, Mons. Aristide necessitava di una figura con le mie caratteristiche tecniche. 2 coincidenze mi vengono alla mente. La prima ha origine nell' infanzia, all'asilo. Ricordo che le suore Orsoline che gestivano questo asilo, parlavano di lebbrosi, padri missionari e soppratutto di un frate che prese la lebbra curando i lebbrosi in un lazzaretto, e si accorse di essersi ammalato perchè mettendo i piedi nell'acqua bollente non se ne accorse, ciò mi impressionò tantissimo. Una seconda coincidenza ha a che fare con mia nonna paterna. Frà zio Mario, attenzione, dopo che terminai totalmente le mie esperienze in Brasile, un giorno disse: "La mamma di tuo papà Luigi (cioè mia nonna) desiderava ardentemente d'avere un figlio che fosse artigiano missionario". Nell'esperienza in Marituba io svolgevo tale compito, infatti la fabbricazione di calzature su misura si addiceva perfettamente alla figura di "artigiano missionario" essendo che eravamo in terra di missione. Un tempo mi posi il quesito se dall'aldilà i parenti più stretti possano indirizzaci a seguire alcune strade, facendocele sembrare nostre scelte. Non importa, rifarei le stesse scelte, anche perchè avevo questa predisposizione e si attraggono gli eventi maturati con pensieri e desideri dimenticati nel tempo. A parte queste mie constatazioni personali ricordo in relazione a Mons. Pirovano che sorrideva sempre, un bellissimo sorriso sulle labbra su un viso sereno e contornato da una lunga barba bianca e la ondulati capelli sempre bianchigiovedì 6 giugno 2013
Sono grato a Mons. Aristide Pirovano perché mi diede l' opportunità di realizzare un sogno che mi portavo dietro fin da bambino: avere una esperienza in missione. Esattamente non sapevo ciò che voleva dire, cosa avrei fatto, come mi sarei reso utile, ma per una coincidenza là a Marituba, luogo sperduto in mezzo al verde alla porte dell'Amazzonia, Mons. Aristide necessitava di una figura con le mie caratteristiche tecniche. 2 coincidenze mi vengono alla mente. La prima ha origine nell' infanzia, all'asilo. Ricordo che le suore Orsoline che gestivano questo asilo, parlavano di lebbrosi, padri missionari e soppratutto di un frate che prese la lebbra curando i lebbrosi in un lazzaretto, e si accorse di essersi ammalato perchè mettendo i piedi nell'acqua bollente non se ne accorse, ciò mi impressionò tantissimo. Una seconda coincidenza ha a che fare con mia nonna paterna. Frà zio Mario, attenzione, dopo che terminai totalmente le mie esperienze in Brasile, un giorno disse: "La mamma di tuo papà Luigi (cioè mia nonna) desiderava ardentemente d'avere un figlio che fosse artigiano missionario". Nell'esperienza in Marituba io svolgevo tale compito, infatti la fabbricazione di calzature su misura si addiceva perfettamente alla figura di "artigiano missionario" essendo che eravamo in terra di missione. Un tempo mi posi il quesito se dall'aldilà i parenti più stretti possano indirizzaci a seguire alcune strade, facendocele sembrare nostre scelte. Non importa, rifarei le stesse scelte, anche perchè avevo questa predisposizione e si attraggono gli eventi maturati con pensieri e desideri dimenticati nel tempo. A parte queste mie constatazioni personali ricordo in relazione a Mons. Pirovano che sorrideva sempre, un bellissimo sorriso sulle labbra su un viso sereno e contornato da una lunga barba bianca e la ondulati capelli sempre bianchi
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